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E' chiaro che un'Associazione si sente tale quando ha una sede propria, perché non serve avere solo delle attrezzare o degli autoveicoli, ma è indispensabile avere anche un posto per stare insieme, per socializzare, per mangiare, per dormire. Nel lungo cammino associativo, la nostra Sede abitabile la stiamo per realizzare dopo 13 anni di attività. Questo grazie anche al contributo che la Fondazione C.R.T. ha dato al Comune di Montechiaro d'Acqui, dietro specifica richiesta nostra e grazie anche alla convenzione che abbiamo con il Comune.Qualcuno si domanderà perché sul territorio di Castelletto d'Erro è intervenuto il Comune di Montechiaro d'Acqui, l'unica risposta, senza dover aprire un capitolo di polemiche è, che per avere dalla commissione edilizia di Castelletto d'Erro il permesso a costruire, abbiamo aspettato 9 mesi. Il primo progetto prevedeva anche una torretta d'avvistamento (che pensiamo sia una richiesta coerente considerato che ci occupiamo di antincendio boschivo) ma si obiettava sulle altezze!!!! Poi un commento di un componente della commissione stessa "bisogna stare attenti a rilasciare la concessione perché poi ci vanno a vivere" ci hanno fatto capire che tra noi associati e la commissione edilizia si viaggia con mentalità e tempistiche molto, ma molto differenti e non si vuole entrare in merito ad altre situazioni che ci hanno fatto per l'appunto aspettare 9 mesi. Chiudiamo questa parentesi e raccontiamo la nostra avventura. Il tutto è iniziato nel mese di aprile di quest'anno, quando siamo andati in Austria a cercare una segheria (non tanto grossa perché non vendono a privati e nemmeno troppo piccola che non ci permettesse di avere tutto il materiale che ci occorreva) e qui devo anche ringraziare l'Ufficio con il commercio estero austriaco di Milano che mi ha spedito l'elenco completo delle segherie austriache. Fatta una ricerca sulla carta e spedito alcune e-mail abbiamo trovato a 30 km. a sud di Salisburgo una ditta che ci ha trattato bene sia come prezzi che come disponibilità. L'unico problema per avere il legname in Italia, era di completare un carico di 56 m. cubi di legname e fatti due conti con il geometra DAPINO Renato (che ha fatto il progetto gratis) abbiamo mandato l'ordine e dopo 15 giorni il legname è arrivato. Tengo a precisare che il legname utilizzato per la realizzazione della casa ha previsto l'acquisto presso due segherie. Una di Sassello, dove per i montanti, le converse, travi di banchina i falsi puntoni è stato scelto il castagno (legno più resistente e stabile ) mentre per le capriate è stato scelto un lamellare austriaco e per le pareti, pavimenti perline di abete bianco sempre austriaco. Il giorno che è arrivato il T.I.R. dall'Austria lungo 13 metri ho capito che non poteva salire verso Castelletto d'Erro e pertanto abbiamo dovuto "parcheggiare" tutto il legname presso il capannone di un nostro amico a Terzo e far intervenire i muletti della Ditta Corino per poter scaricare il legname. E qui devo ringraziare Costantino per la disponibilità dell'area e il Sig. Piero BARISONE per i muletti che sono serviti prima per scaricare dal T.I.R. il legname e poi per caricarlo sui nostri autocarri. Pian piano abbiamo cominciato a portare tutto il materiale (circa 12 viaggi) presso la sede e in poco tempo 80 m. cubi hanno letteralmente "invaso" il nostro piazzale. Ma a differenza del legname austriaco che è arrivato liscio bello e piallato, il castagno era grezzo e pertanto è stato dapprima scortecciato e poi piallato. Tutti i legni sono stati poi verniciati con impregnante, assoldando una schiera di ragazzini che al mattino erano di colore bianco, alla sera erano di colore scuro e non si trattava dell'abbronzatura. Una piccola statistica; per verniciare il tutto sono stati consumati 12 latte di impregnante da 25 lt. Cadauno !!!! A inizio luglio si iniziano i lavori veri e propri. Sistemazione dei 22 supporti in ferro 20 x 20 realizzati da noi volontari in primavera, saldati, verniciati con antiruggine e poi con colore nero e forati nelle piastre: il problema era metterli in squadra, perché dire, è facile, ma sistemarli giusti è veramente difficile, anche perché con una sistemazione giusta il successivo lavoro viene perfetto. Ogni piastra comprendeva quattro fori posizionati sugli angoli e in ogni foro abbiamo messo dei tasselli d'acciaio di diametro 16 per una profondità di 20 cm. Un ottimo ancoraggio al cemento della base. Non lo so se tutto era in squadra, ma diciamo che l'errore era minimo. Poi abbiamo sistemato i montanti e qui ci siamo avvalsi della tecnologia più avanzata: una livella laser da ? 7,99 comprata in un magazzino tedesco che ci ha reso la vita molto semplice. Con 22 piantoni sistemati e messi in bolla, in barba alle regole che dicono di eseguire prima il tetto, abbiamo costruito le pareti esterne con i terrazzini e le ringhiere (ne sono previsti 2 con l'androne d'ingresso) e in quel breve lasso di tempo tra la realizzazione delle pareti esterne e il tetto abbiamo pregato che il vento non ci abbattesse il lavoro eseguito, poi per fortuna è arrivata la "capriata day" giornata dedicata esclusivamente alla sistemazione delle capriate che, installate, cominciavano a far legare tutta la struttura. Le prime 7 capriate (lunghe 10 metri cadauna e con il monaco centrale) sono state messe in due giorni, ma quello che ci preoccupava un po' era la capriata centrale del salone, e cioè due capriate da 13 metri unite al centro con un monaco che doveva sopportare 4 mezze capriate (c'è comunque la foto) con 2 tiranti lunghi 12 metri cadauno. E qui c'è stata una discussione tra i più esperti e non che pretendevano tutti di dire la loro. Siamo arrivati a una conclusione di aumentare il tondino da 20 mm a 30 mm e al centro di unirli con un tensore. Originariamente si dovevano saldare delle piastre e "tirare i tiranti" con dei dadi filettati, ma Giovannino ci ha dato questa soluzione facendo filettare con filetto sinistro e filetto destro i tiranti ..ma mi sembra che sia stato più facile farli e montarli che spiegare il procedimento: comunque sistemati anche questi. Tutti problemi perché al geometra non piaceva mettere un palo centrale nel salone e finito il lavoro posso dire che aveva perfettamente ragione, e non perché lui lo ha progettato e noi realizzato, ma è venuto veramente una figata. Poi abbiamo messo tra una capriata e l'altra 5 travi di banchina sempre da 20 cm. X 20 cm. In totale 25 legni su cui poi abbiamo collocato 140 travetti 10 x 10 su cui a loro volta sono state inchiodate le perline. Ma in questo frangente c'è stata un po' di crisi tra i volontari, una crisi ammissibile, dovuta al grande impegno messo a disposizione nel giro di pochi mesi. Si tenga presente che i volontari dell'Associazione hanno rinunciato alle ferie per venire a lavorare presso la sede, mattino pomeriggio e alcune volte anche alla sera, sabato e domenica, ma come in tutte le belle storie, arriva il santo protettore e questo Santo Protettore si chiama Alberelli Paolo e la sua squadra A.I.B. di Molare. Vista la nostra crisi ci ha scosso con un bel discorso e con la sua presenza e con la presenza di altri volontari della sua squadra domenica 7 ottobre abbiamo chiuso il tetto. Ma tra domenica 6 ottobre e la crisi dei volontari della nostra Associazione sono trascorsi 20 venti giorni di durissimo lavoro e possiamo dire grazie anche al tempo che ci ha dato una mano siamo riusciti a finire la prima tranche dei lavori. In questi 20 giorni abbiamo messo 400 mq. di perline, 80 travi 10 x 10, 48 metri di grondaie, 24 metri di scossaline, 50 metri di retine anti uccelli, 400 metri q. di onduline sottocoppo, 360 mq. di lana di roccia, 400 metri di telo isolante, 260 metri di rigonette 5x5, 7 metri di conversa, 35 metri di colmo, come si può capire abbiamo chiuso 400 metri quadrati di tetto. Forse siamo arrivati a 1/3 del lavoro, ma credetemi la soddisfazione di vedere realizzato un qualcosa che crei, appaga ampiamente il sacrificio. Oggi che stò scrivendo ci prendiamo una pausa di una settimana e poi inizieremo con l'interno.. A presto. A non per dimenticanza ma un grazie a un volontario di ferro LA GRU, imprestata gratuitamente dalla ditta CAIAFA Alessio, che senza lei è impossibile lavorare. |
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