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Fin dalla sua nascita, la nostra Associazione ha aderito al Corpo Volontari
Anti Incendi Boschivi del Piemonte.
Già nel 1994, avevamo avuto i primi contatti, con l’allora responsabile per la provincia di Alessandria Sig. Tonelli Pietro, per cercare di realizzare un’Associazione che abbracciasse tutte le forme di volontariato A.I.B. più o meno organizzate. La creazione dell’Associazione, pur con mille difficoltà , si concretizzò nel 1995, e si andò avanti sino alla trasformazione nel 2000, in Corpo. Il primo Ispettore Provinciale per la provincia di Alessandria eletto all’unanimità è stato DAPPINO Daniele, attuale Presidente della nostra Organizzazione. Sinceramente, le difficoltà incontrate furono molte, sia dal punto di vista organizzativo, sia dal punto di vista di unione di varie culture e mentalità. Non vogliamo assolutamente rinvangare un passato ormai trascorso, ma di una cosa siamo fieri; che l’attuale situazione in cui si trova il Corpo, da noi era stata prevista e cioè la crescita esponenziale di uomini e mezzi che gravano sul costo di un bilancio che non cresce. Ci spieghiamo meglio: nel 2001 è stato fatto un progetto, presentato in una riunione a Gattinara, in cui si proponeva al Corpo di limitare, in base agli interventi, agli uomini che intervenivano, ai mezzi posseduti (tutti dati informatici storici, elaborati dal Sig. BLANGERO) il numero dei volontari e il numero dei mezzi. In poche parole in una squadra che aveva tanti incendi e tanti uomini, massimo 30 volontari con 3 mezzi, un’area con squadre che aveva medi incendi, 20 volontari e 2 mezzi, in aree con squadre con pochi incendi 10 uomini e 1 mezzo. Attenzione, il tutto poteva essere discusso e modificato, ma questa proposta propositiva poteva mettere le basi per una svolta decisiva. Ancora attenzione, se per esempio una squadra catalogata con medi incendi e cioè 20 volontari e 2 mezzi, se aveva l’opportunità di crescere con 100 volontari e 24 mezzi poteva farlo liberamente, ma senza pregiudicare le risorse del Corpo. Quest’analisi è nata proprio nel verificare gli interventi di tutte le squadre A.I.B. negli anni 1996-1997-1998-1999-2000 dove si vedeva chiaramente che anche le squadre con il maggior numero dei volontari, su qualsiasi incendio in cui sono intervenuti, non erano mai più di 15. Ci ricordiamo frasi dell’ex Ispettore Generale “il Corpo non sarà una mucca da mungere, ma io quando vado in Regione devo cercare di mungere” frasi che senza una coerenza programmata portano e hanno portato, purtroppo, il Corpo a dover chiedere “una tantum” ai propri associati. Della nostra vecchia proposta ne siamo veramente fieri. Tutte queste riflessioni, hanno avuto un effetto immediato: le dimissioni da Ispettore Provinciale, ma non tanto perché uno decide una cosa e per forza bisogna realizzarla, ma perché, nonostante sia la base, quella che in teoria è portavoce di quello che si dovrebbe cambiare, fare, migliorare, le proposte non avevano nessun seguito, né di discussione, né di confronto. Poi c’è stata la vicenda dei corsi. Noi non vogliamo paragonarci a nessuno, ma in una operazione importante come quella dei corsi, avremmo cercato di agevolare in tutto e per tutto i volontari. Non può una Regione che ha 6.500 volontari a costo zero, pretendere di averli come sentinelle degli incendi, operatori antincendio, pronti all’uso e non agevolarli secondo una precisa legge nazionale. Forse non è nemmeno colpa loro, chi ha trattato quest’iniziativa doveva richiedere tutte quelle agevolazioni che per l’appunto la L. 626/94 prevede. Noi abbiamo cercato di capire quanti soldi, questi corsi, hanno smosso. Se per due giorni la Comunità Europea paga € 250 (ma è una cifra non certa) per addestrare 6.500 volontari per il corso “A” per il corso “B” e “C” e “D” con una piccola calcolatrice il risultato è enorme, tenendo conto che le strutture di accoglienza esistono, i camerieri e cuochi sono stagisti (costo zero) il viaggio di trasferimento non viene rimborsato (o rimborsato solo a quelli che lo sapevano come richiedere) e che la giornata di lavoro non viene rimborsata. Ebbene noi, abbiamo deciso che se non veniva rispettata la 626 ai corsi non saremmo andati. Anzi abbiamo anche proposto di organizzare questi corsi in provincia di Alessandria e precisamente a Madonna delle Rocche nel comune di Molare, dove la Regione Assessorato economia Montana e Foreste ha realizzato una struttura nuovissima spendendo alcuni miliardi del vecchio conio. Anche su questa ipotesi c’è da discutere. E’ meglio muovere 250 volontari dalla provincia di Alessandria per le sedi di Varallo Sesia, la Mandria, Peveragno, oppure far venire 2 docenti a Madonna delle Rocche in Comune di Molare? Datevi la risposta. In data 19/12/2002 ci perviene una lettera firmata dal Sig. Rossato che ci consigliava di dare le dimissioni dal Corpo a causa del nostro rifiuto nel fare i corsi, se entro il 31/12/2002 non ci prenotavamo per i corsi, saremmo stati dimessi d’ufficio. Mettetevi nei nostri panni. Dovevamo accettare questa soluzione drastica ? No! Siamo andati da un avvocato e abbiamo citato in giudizio il promotore di questa iniziativa. Si tenga presente dopo il 31/12/2002 la lettera di esclusione è stata spedita al Comando del C.F.S. di Torino e alla Provincia di Alessandria – settore Protezione Civile. Alla prima udienza nessun esponente del Corpo si è presentato e il Giudice aveva deliberato l’immediata ammissione della nostra squadra nel Corpo. Nessuna attuazione immediata è stata eseguita, probabilmente hanno sottovalutato la gravità del provvedimento e nella seconda udienza invece, oltre all’avvocato Infuso, era presente anche il Sig. Rossato, che vi possiamo garantire, non ha fatto una bella figura, anche perché abbiamo saputo che anche l’ispettore Generale non aveva mai fatto i corsi “un comandante dei vigili non necessariamente deve saper fare le multe”. Comunque e soprattutto per chiarire la vicenda, dove sono state spese molte parole “abbiamo perso per un vizio di forma” il Giudice ha intimato per l’ennesima volta la riammissione al Corpo. E si arriva finalmente alla sentenza definitiva del 20/10/2005 del TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO che dichiara la illegittimità del provvedimento di dimissioni d’ufficio dal Corpo ripristinando a pieno titolo il nostro status di Squadra Antincendi Boschivi del Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte.
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